Chi è TERZISTA?

Qualcuno sa indicarmi un quotidiano che sia veramente, effettivamente terzista (ovvero che non sia schierato con uno qualsiasi dei centri di potere economico-politico del nostro paese)?
Il mio parere è che in Italia non esista un quotidiano così, eccezion fatta forse per testate ultraspecialistiche tipo Il sole 24 ore che buttano un occhio anche alla vita politica italiana ovviamente senza troppo approfondire (com’è logico data la natura specialistica del giornale in questione).
In sostanza non esiste nessun quotidiano che si limiti sempre e comunque a riportare una notizia per com’è, che faccia pura cronaca, e che non ponga un preciso accento (più o meno sottilmente) sui fatti lasciando al lettore ampio margine e totale libero arbitrio per giudicare e formarsi un’opinione.
Ciononostante, rimango sempre dell’avviso che leggere almeno un giornale sia meglio che formarsi un’opinione solo ed esclusivamente attraverso la TV.

A tal proposito, e per la diatriba scaturita inutilmente sulle fonti di informazione qualche post fa, vi propongo l’iter percorso dal Corriere della Sera negli ultimi anni:

Nel 1999 Previti iniziò a tempestare il Corriere di lettere di attacco a giudici e giornalisti che furono per altro regolarmente pubblicate.
Nel 2001, quando vinse Berlusconi, il Corriere non lo guardò certo con occhio malevolo, però seppe attenersi alla sua regola, e cioè quella di dare sempre tutte le notizie, anche quelle che potevano andare contro il potere del momento. Fin qui nulla da eccepire.
I problemi cominciarono quando, sempre nel 2001, il giornalista Paolo Biondani pubblicò degli articoli che illustravano il contenuto di documenti bancari giunti dalla Svizzera che avrebbero inchiodato Previti, la Fininvest ed alcuni giudici di Roma.
Va detto che la maggioranza di centro-destra aveva appena approvato l’ennesima legge pro domo sua, ovvero: la legge sulle rogatorie atta a rendere inutilizzabile tale documentazione.
A onor del vero, in un tripudio di puro giornalismo, Il Corriere pubblicò persino la foto dei documenti scottanti e nessuno potè dimostrare che non fossero autentici.

All’epoca, il buon De Bortoli (direttore editorialista) fece sapere a chi manifestava il proprio sdegno (cioè alla Fininvest) che rifiutava qualunque accusa di speculazione politica in proposito. Lui era un giornalista serio e si comportava come tale.
E come tale si era comportato anche in passato con D’Alema (1997), che l’ aveva denunciato all’Ordine dei Giornalisti ritenendosi diffamato da un suo editoriale. (con D’Alema la guerriglia andò avanti per un paio d’anni, poi l’Ordine riconfermò la correttezza di De Bortoli e questi e D’Alema ritornarono in rapporti di cortesia).
Dal 2001, però, la musica cominciò a cambiare…

Scesero in campo anche Pecorella e Ghedini, avvocati-deputati fedeli di Silvio.
A seguito degli articoli sulla Cirami (altra legge ad personam sul “legittimo sospetto”, atta ad allontanare i processi dalla loro sede naturale) a firma di Ferrarella, del giurista Vittorio Grevi, prof. dell’Università di Pavia, nonchè di Haver, i due berluscones scrissero una lettera “personale” a De Bortoli, che invece fu poi messa agli atti di una causa civile per diffamazione in cui accusavano il Corriere di faziosità.
Nel mucchio, Ghedini chiese anche la testa di Bianconi, che avrebbe resocontato per Il corriere della sera anche la riunione in casa Berlusconi (18 lug. 2002, quando in Senato si lavorava sulla Cirami di cui sopra ed in casa Berlusconi si lavorava per accelerarne l’iter. Tra gli invitati a casa di Silvio c’era anche Ghedini).
Dopo la vergognosa corsa alla Cirami, tra girotondi e proteste dell’opposizione e di semplici cittadini, la stessa andò avanti alla grande e la maggioranza si scapicollò per farla approvare prima della pausa estiva.
A seguto della cosa, De Bortoli il 31 luglio firmò l’editoriale intitolato “Sgradevoli sensazioni” in cui non potè non notare la sgradevole sensazione, appunto, di “un Parlamento usato come maglio contro la magistratura”.
Il 1° agosto 2002 la Cirami venne aprovata ma non si placò il botta e risposta tra De Bortoli e Ghedini.
Seguirono lettere ed una causa civile mossa dai due berluscones che venne notificata solo nel dic. 2002.
De Bortoli continuò a fare giornalismo alla sua maniera, ma ormai era lampante che era nel mirino di certi potenti.
La goccia che fece traboccare il vaso fu quella sancita dall’editoriale del 8/2/2003, in cui emergeva un’evidente contrarietà alla guerra in Iraq.
Persino il pachidermico Ferrara dal suo “Foglio” lanciò strali sul Corriere, accusandolo di essere “un giornale canaglia”.
A questo punto i tempi furono maturi, e persino Sua Emittenza Silvio Berlusconi parlò: il 28 marzo 2003, in Molise, stringendo la mano a Previti disse, alludendo a De Bortoli, “mi saluti il direttore del Manifesto”.
Dopo che De Bortoli partecipò al matrimonio di tale Sircana, uomo di Prodi, e per Forza Italia anche questo fu prova di un evidente schieramento a sinistra.
Ma non è finita qui: il 30 marzo 2003 il sito Dagospia pubblicò le foto di una cena tra Previti, il forzista on. Jannuzzi e Carlo Nordio, il pm veneziano che indagava sulle tangenti rosse e che ora lavora per il governo alla riscrittura del Codice penale.
L’incontro fu quanto meno “strano” e ne parlarono tutti. Ne parlò anche Gian Antonio Stella del Corriere.
La risposta di Previti non si fece attendere, e via giù a scrivere a De Bortoli.
Alla fine della fiera, De Bortoli si dimise il 29 maggio 2003. Ufficialmente per “motivi personali” anche se al momento del commiato, nella grande Sala Luigi Albertini, asserì: “è sotto gli occhi di tutti il conflitto di interessi che inquina i rapporti tra media e potere”.
Nel contempo, salutò il suo successore Stefano Folli, come colui che rappresentava la continuità…quello stesso Folli che aveva lavorato per la “Voce Repubblicana” di Spadolini, per la rivista forzista di Mennitti “IdeAzione” e che soprattutto era stato notista politico del Corriere nei dodici anni precendenti.
Corrado Stajano, grande giornalista del Corriere, si dimise per protesta e sempre per protesta l’8 giugno 2003 scrisse sull’Unità, tra le altre cose con tanto di nome e cognome, che non credeva affatto alle dimissioni di De Bortoli per motivi personali ne’ credeva che Folli rappresentasse la continuità.
Ora il Corriere pare saldamente ancorato a Confindustria, che è un altro enorme polo di potere.
(*)

Con questo non sto affatto inficiando il giornalismo fatto dal Corriere della sera, ne’ sto dicendo che chi lo legge è fazioso. Sia chiaro.
Ho preso in esame il Corriere della sera perché è stato al centro della diatriba di cui sopra.
Ne ho una buona opinione ma io preferisco Repubblica, questione di gusti personali.
Ovviamente non ritengo Repubblica esente da pressioni e/o schieramenti come non lo è nessuna testata in Italia.
La faziosità nasce dall’incapacità di analizzare le cose, e dal prendere per oro colato tutto quello che arriva da questa o quella fonte.
Dal momento che per essere certi al 100% dell’operato dei giornalisti dovremmo sostituirci a loro e fare il loro mestiere, non resta che prendere atto della realtà dell’informazione del nostro paese e cercare di formarsi un’opinione attraverso molteplici canali.
Si può sbagliare, o cambiare idea o confermare la propria, ma almeno si pensa.
Se la verità fosse un cibo preconfezionato propinatoci da qualcuno di cui ci fidiamo ciecamente (tristissimo quando è la TV) non potremmo che pensarla tutti allo stesso modo.
Per fortuna non è così.

(*) Da una ricostruzione documentata di M. Perez e M. Travaglio

Chi è TERZISTA?ultima modifica: 2005-04-19T11:31:26+02:00da the.morrigan
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3 pensieri su “Chi è TERZISTA?

  1. ahhh, eccomi qui. rigurado al corso, è un corso di data modeling per SAP, una sorta di Database. Riguardo al post ritengo che sia impossibile essere equidistanti: quello che scrive un giornalista è una sua analisi, quindi personale. L’importante allora dovrebbe essere obbiettivi. Terzista cosa vul dire? a me pare nulla (forse un colpo al cerchio e uno alla botte…). e’ risaputo che l’informazione fa gola ai potenti, sia quella televisiva che cartacea. L’importante è pensare con la propria testa, senza ritenere i giornali come delle bibbie perchè non lo sono: Citare un giornale senza analizzare quello che dice non ha molto senso perchè dipende anche il contesto e quello che si cita. Cmq sono d’accordo con te. Chi è terzista? e rispondo nessuno

  2. L’hai detto: farsi un’opinione prendendo in considerazione diversi canali. Non certo sentendo starnazzare politici o giornalisti di idee diverse alla tv. Là urlano solamente e ciascuno tira acqua al suo mulino senza farti capire alcunché.Sai già in anticipo ciò che diranno. Devi essere già preparato di tuo per decodificare.

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